L'approccio sistemico-relazionale: quando il sintomo parla dei legami e dove le relazioni curano
Di Alessia Gioia, psicologa e psicoterapeuta in formazione
L'approccio sistemico-relazionale ci invita a guardare l'individuo non come un'isola, ma come parte di una rete viva di legami, dinamiche, comunicazioni e significati condivisi. Una lente che sposta il focus dal "cosa non funziona in me" al "cosa sta accadendo tra noi".
Come è iniziato il mio percorso
Mi chiamo Alessia Gioia e ho 26 anni. Mi sono abilitata alla professione di psicologa nel 2023 e sto proseguendo il mio percorso di formazione presso l'EIST – European Institute of Systemic-relational Therapies di Bergamo. Il mio viaggio nel mondo della psicologia clinica è iniziato con un'intuizione semplice: le persone cambiano attraverso le relazioni.
Ho svolto il tirocinio post lauream presso il CTA – Centro di Terapia dell'Adolescenza, dove ho visto come i sintomi degli adolescenti parlano spesso il linguaggio dei loro sistemi familiari. Attualmente il mio tirocinio di specializzazione si svolge presso Auxologico ICANS – Città Studi, in un ambulatorio dedicato ai disturbi alimentari e metabolici.
Cos'è davvero l'orientamento sistemico-relazionale
Questo approccio guarda alla persona come parte di sistemi più ampi — familiari, relazionali, sociali — all'interno dei quali prende forma il disagio, ma anche la possibilità di cambiamento. Il sintomo non viene letto solo in termini individuali, ma come espressione di equilibri familiari, transizioni evolutive, alleanze e ruoli strutturati nel tempo.
Uno degli elementi centrali del modello EIST è il lavoro sulle semantiche: i significati condivisi che circolano nelle relazioni. Ciò che una famiglia intende per "essere forte", "fallire", "proteggere", "amare" — mappe invisibili che orientano i comportamenti, spesso inconsapevolmente.
Strumenti del mio lavoro
Esplora le storie transgenerazionali e i modelli che attraversano le generazioni.
Aprono prospettive nuove e fanno emergere punti di vista inespressi.
Trasforma letture rigide che spesso alimentano sofferenza.
Permettono di avvicinarsi ai vissuti senza nominarli direttamente, aprendo nuove possibilità di senso.
Mini caso clinico
Il sintomo non va semplicemente "tolto": va compreso, perché parla il linguaggio della relazione. Spesso chi arriva in consultazione non è il "vero paziente", ma il paziente designato: colui che si fa carico del problema dell'intero sistema.
Letture consigliate
Fondamentale per comprendere la famiglia come sistema relazionale: confini, alleanze, gerarchie e ruoli.
Un classico imprescindibile sulle semantiche familiari, ricco di esempi clinici e applicazioni pratiche.
Fondamentale per comprendere i modelli comunicativi e i livelli della relazione.
"Le relazioni non sono semplicemente lo sfondo della nostra vita; sono la trama stessa di cui siamo fatti. Nessuno di noi cresce o guarisce in totale isolamento."
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